L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI
La recente legge delega 23 settembre 2025, n. 132 ha fissato i principi fondamentali che devono guidare l’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni regolamentate, ribadendo la centralità della persona e la necessità di garantire il rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà costituzionali ed europee.
L’intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali
L’articolo 13 della legge 132/2025 stabilisce che l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali debba essere limitato ad attività strumentali e di supporto, senza mai sostituire il lavoro intellettuale del professionista.
La norma conferma:
- strumentalità e subalternità dell’IA rispetto alla prestazione professionale;
- centralità della persona, con il professionista quale unico responsabile della direzione e dell’esecuzione
dell’incarico ricevuto.
Il principio di trasparenza
- l’uso di strumenti di intelligenza artificiale non attenua né trasferisce la responsabilità del professionista verso il cliente e verso l’ordinamento;
- restano ferme le responsabilità civili, deontologiche e disciplinari, nonché le eventuali responsabilità penali per condotte o effetti dannosi derivanti dall’uso improprio o non corretto dell’IA;
- la valutazione critica, l’affidabilità delle informazioni e l’etica della decisione restano prerogativa esclusiva della persona del professionista
Indicazioni operative
- utilizzare l’intelligenza artificiale esclusivamente come strumento di supporto;
- garantire trasparenza informativa nei confronti dei clienti, redigendo comunicazioni chiare e tracciabili;
- mantenere il pieno controllo dei processi decisionali, riservando al lavoro intellettuale e alla responsabilità
personale il ruolo centrale;
- aggiornarsi costantemente sulle evoluzioni normative e tecnologiche, adottando protocolli interni coerenti con i principi di trasparenza, sicurezza, correttezza e affidabilità
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale deve rimanere ancorato a un modello antropocentrico, che riconosce al professionista il ruolo di garante della legalità, della correttezza e della tutela dei diritti del cliente


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