ITALIA PAESE D’ACQUA

 

di LARA VENE’

“LA PARTICOLARE CONFORMAZIONE MORFOLOGICA E LA PRESENZA DI ROCCE CARBONATICHE DISTRUBUITE IN TUTTO LO STIVALE FANNO DELL’ITALIA IL PAESE DELL’ACQUA”


Sorgenti e cascate sono parte integrante dei paesaggi del paese, con interi borghi che attorno vi hanno costruito vere e proprie attrazioni turistiche: quadri incantati da fiaba a dimostrazione di quanto sia stretto, anche dal punto di vista culturale, il rapporto tra gli abitanti con l’acqua. Gli italiani sono così abituati a convivere con tanta acqua e ne consumano in grandissima quantità, più dei cugini europei. E attorno a quello che è stato ribattezzato oro blu è nata negli anni una fetta di economia con industrie che la producono e si sono ritagliate un settore significativo di mercato. Eppure l’Italia è il paese dove di spreca più acqua. Perché gli acquedotti sono vecchi e le perdite costanti. Una situazione che viene da lontano ma che, con il cambiamento climatico e la siccità incombete, richiede interventi urgenti se si vuole scongiurare un’annunciata emergenza idrica futura.

Tutto troppo bello se non fosse che in una rete che si estende per oltre 500mila km sul territorio italiano, il 42% dell’acqua immessa nel ciclo distributivo esce a causa dei “buchi”, di cui il 60% risale a oltre 30 anni fa e il 25% a oltre 50 anni fa.

Secondo le ultime indagini Istat la quantità di acqua dispersa in rete rappresenta un volume quantificabile in 157 litri al giorno per abitante. L’Italia è la maglia nera dello spreco di acquai Europa, se mettiamo a confronto i dati con quelli del resto d’Europa si scopre che l’Italia è tra i Paesi peggiori con la Romania.

L’Osservatorio europeo sulla siccità nel mese di agosto 2023 ha stimato che, a causa della carenza idrica, il 60% del territorio europeo fosse in condizioni critiche. La carenza idrica è dovuta da un insieme di cause, in particolare dalla combinazione tra a siccità causata dal cambiamento climatico e l’aumento di tutte le tipologie di consumo dell’acqua, a sua volta causato dal costante aumento della popolazione mondiale. Secondo le stime dell’Onu, il trend si arresterà solo nel 2100, quando il numero totale di persone sarà arrivato a quota 10.9 miliardi, contro gli 8.01 nel 2023.

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