LE DONNE IN DEMOCRAZIA
di LARA VENE’
“ANCHE NELLA DIPOLAMZIA C’E’ UNA QUESTIONE DI GENER*: LE DONNE DIPLOMATICHE SONO POCHE E QUELLO DEL DIPLOMATICO È UN MESTIERE ANORA DECLINATO AL MASCHILE”
In Italia le
donne sono entrate nella carriera diplomatica nel 1967 e da allora la
percentuale è cresciuta solo di un punto all’anno. Oggi si è attorno al 23%, un
livello molto basso se si pensa all’obiettivo ottimale del 50%.
Ma non è un aspetto solo italiano se due
anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha sentito il bisogno di
istituire una Giornata Nazionale delle donne nella diplomazia che ricade il 24
giugno di ogni anno. E questo “PER SOTTOLINEARE COME LA PARTECIPAZIONE DELLE
DONNE, A PARITA’ DI CONDIZIONI CON GLI UOMINI E A TUTTI I LIVELLI DECISIONALI,
SIA ESSENZIALE PER RAGGIUNGERE LO SVILUPPO SOSTENIBILE, LA PACE E LA
DEMOCRAZIA”.
Presso le Nazioni Unite le donne
costituiscono solo un quinto dei rappresentanti permanenti, per non parlare del
fatto che nei 79 anni dalla sua fondazione, l’ONU non ha mai avuto un
Segretario generale donna mentre degli ultimi 75 Presidenti dell’Assemblea Generale
figurano solo 4 donne. Magari non esiste un modo di essere diplomatici al
femminile, ma è innegabile che l’apporto delle donne nella diplomazia spesso
porti dei benefici legati a un diverso stile di leadership e a visioni che
prendono in considerazione prospettive differenti rispetto a quelle dominanti.
Anche questo deve rappresentare un invito a
tutti gli Stati membri, le Organizzazioni delle Nazioni Unite, i gruppi non
governativi e le istituzioni academiche ad affrontare il tema nel modo che ritengono
più appropriato, anche attraverso l’educazione e la sensibilizzazione
dell’opinione pubblica.


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