L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon
Il
romanzo, pubblicato nel 2001, che ha rivelato il talento di Carlos Ruiz Zafon,
nato a Barcellona nel 1964, esordisce nella narrativa per adulti con l’ombra
del vento, che è diventato uno dei maggiori successi della letteratura spagnola
oltre a diventare un best seller con oltre otto milioni di copie vendute nel
mondo (tradotto in 36 lingue). Il romanzo prende l’avvio, sullo sfondo della
Barcellona del 1945, città ferita e divisa dalla guerra civile spagnola, quando
Daniel Sempere all’alba del suo undicesimo compleanno, per colmare il vuoto
lasciato dalla morte prematura della madre, viene accompagnato dal padre,
proprietario di un negozio di libri usati, al Cimitero dei Libri Dimenticati,
un luogo segreto dove vengono sottratti all’oblio migliaia di volumi. Qui
invitato ad adottare un libro e a tenerne cura, Daniel è attratto dal libro
“L’ombra del vento” che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un
mondo di misteri e intrighi legati alla figura dell’autore Julian Carax. Ne
rimane rapito tanto che è spinto a cercare altri libri dello stesso autore, ma
scopre che “L’ombra del vento” è l’unica copia sopravvissuta di tutte le opere
di Carax. Daniel affascinato dall’alone di mistero che avvolge lo scrittore, di
cui non si sa se sia vivo o morto, inizia a indagare, affiancato da Fermin
Romero de Torres. La ricerca durerà un decennio e accompagnerà Daniel nella sua
crescita fino a quando diventa un uomo. Dal passato emergono storie di
tradimento, di un’amicizia perduta, di amori fatali e impossibili, di follia
omicida, di un macabro segreto. “Sono storie di amori, di odio e di sogni
vissuti all’ombra del vento”. Il giovane è ostacolato nella sua ricerca dal
misterioso uomo zoppicante e dal volto ustionato che si fa chiamare Lain
Coubert e che cerca i libri di Carax per darli alle fiamme e dal perfido e
spregevole ispettore della polizia criminale Fumero, al servizio del più forte,
pronto a torturare e a uccidere per sapere dove sia lo scrittore. Proseguendo
le ricerche scopre anche che le storie affondano le radici nell’infanzia di
alcuni personaggi, allievi del collegio di San Gabriel: Julian Carax,
l’ispettore Fumero, Jorge Aldaya (fratello di Penelope, la donna amata da
Carax), Miquel Molinern (marito di Nuria, compagna di Carax per un certo
periodo). Una storia anzi tante storie si sviluppano intorno ai vari personaggi
collaterali, più romanzi nel romanzo, in cui Daniel trova tante somiglianze con
la propria vita e con lo stesso Carax: una comune passione per i libri, l’amore
contrastato con la sua Bea, che ricalca quello di Julian per Penelope, ad
entrambi apparterrà la penna che un tempo era stata di Victor Hugo. Le due
storie s’intrecciano e addirittura si sovrappongono, e fanno si che il primo
diventi con il trascorrere del tempo un doppio del secondo, quasi in un gioco
di specchi. A poco a poco, tra colpi di scena, l’identità di Julian Carax si
rivela, ripercorrendo con vari flash back anche gli anni della guerra civile
spagnola. Erano stati anni di bombardamenti, di paure e di privazioni. Nelle
settimane successive alla caduta di Barcellona, venne sparso più sangue che in
oltre due anni di guerra. Quando arrivò la pace era la pace livida dei
cimiteri. Da allora una cappa di silenzio e di vergogna opprimeva l’anima degli
abitanti e fiaccava lo spirito della città. Accanto ai protagonisti si affianca
una Barcellona magica che ti entra nel sangue e ti ruba l’anima. A volte amica
con il cielo terso e il profumo di mare, altre fredda e piovosa, ambigua e
misteriosa negli stretti vicoli del Barrio Gotico e del Raval o nelle solitarie
strade del Tibidabo. La nebbia può nascondere in ogni angolo sorprese e
incontri inaspettati. Ma c’è un faro che illumina la cupezza della vita: una
speranza, il ricordo di chi ci ama in cui continuiamo a vivere. La lettura è
l’antidoto all’oblio, la parola scritta offre il piacere di penetrare nei segreti
dell’anima, di abbandonarsi all’immaginazione, al mistero dell’invenzione
letteraria.
”
Viviamo in un mondo di ombre e la fantasia è un bene raro”. Il vero messaggio
subliminale del libro, che regala brividi ed emozioni, consiste nella certezza
che la letteratura, le pagine scritte, hanno più vita degli esseri viventi.
Esse si animano e si rianimano ogni volta che qualcuno le sfoglia o le legge.
La pagina scritta può contenere il dono dell’eternità, entrando in sintonia col
lettore, rappresentare le sue speranze o le sue delusioni. Soprattutto farlo
vivere con maggiore intensità.
Il messaggio che l’autore ci vuole comunicare
con “L’Ombra del Vento”, è che qualche volta siamo attratti da ciò che non
conosciamo senza motivo, per capriccio cerchiamo di scoprire qualcosa di più,
traendone molte volte elementi positivi. Non dobbiamo mai smettere di cercare,
e dobbiamo nutrire la nostra voglia di conoscere.
Carlos
Ruiz Zafon, L'ombra del vento, Mondadori, 2004


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